AI Sitter / Giorgio Tedesco
Con l’AI puoi fare quasi tutto. Ma non puoi fare tutto tu.
Hai iniziato il sito da solo. E funziona. È proprio questo il punto: adesso puoi occuparti anche di menu, testi, mobile, form e pubblicazione.
Una cosa alla volta
Doveva essere una modifica veloce.
Il testo è a posto. Su mobile si rompe. Sistemi il menu; il form non invia. L’AI propone una correzione, poi un’altra. Ogni volta devi controllare cosa è cambiato e se il resto funziona ancora.
La scheda resta aperta. La riprendi appena hai un momento.
Una conseguenza
L’AI non ti ha tolto il lavoro.
Te ne ha dato un altro.
Qualcuno deve controllare quello che produce. Correggere quello che non torna. Decidere quando basta.
Quel qualcuno non devi essere per forza tu.
Non vendo prompt
Gli agenti li sai già usare.
Il mio lavoro comincia quando ti accorgi che stai seguendo il lavoro dei tuoi agenti: controlli, correggi, riparti. E il progetto è ancora lì.
Lavoro sul web da vent’anni. So distinguere un output convincente da qualcosa che puoi davvero mettere online.
Per ora, sul web
Siti quasi finiti. Landing. Deploy che non partono.
Funzioni che “dovrebbero funzionare”. Repository cresciuti conversazione dopo conversazione.
È il mio campo da vent’anni. So quando un risultato è pronto per essere messo online.
Come funziona
Lasciamoli lavorare.
Tu mi mostri dove sei arrivato e dove vuoi arrivare. Io prendo in mano il progetto, lavoro con gli strumenti che servono e intervengo quando gli agenti non bastano.
Quando torno da te non ho un altro prompt. Ho qualcosa da farti vedere.
AI Sitter / Giorgio Tedesco
Fammi vedere cosa hai combinato.
Un link, un repository o due righe sul punto in cui ti sei fermato. Guardiamo da lì.
Puoi inviare il link del progetto. Non inserire password, chiavi API o altri dati di accesso.